Martedì sera il Lens ha battuto l’Arsenal con una partita di grande intensità, specchio delle grandi prestazioni della scorsa stagione e di un mercato ambizioso e oculato. Dopo aver venduto Luis Openda al Lipsia, il Lens ha comprato il ventenne Elye Wahi dal Montpellier per 30 milioni di euro. Wahi è uno degli attaccanti più promettenti di tutto il calcio francese, grazie al campionato da 19 gol e alle sue capacità fisiche e tecniche già molto sviluppate. Il gol con cui il Lens ha pareggiato il vantaggio iniziale di Gabriel Jesus è un sunto delle altre qualità di Wahi: in meno di un secondo è riuscito a raccogliere al limite dell’area un cross del terzino Machado, in un contropiede rapidissimo frutto del recupero palla di Machado stesso. Nonostante la rapidità dell’azione, Wahi è riuscito a fermare la palla di petto e a servire di esterno al volo Adrien Thomasson, salito in soccorso sulla stessa fascia di Machado. Thomasson ha calciato la palla servitagli velocemente da Wahi con un tocco di interno destro dolcissimo, che ha permesso alla palla di aggirare Ramsdale con una curvatura perfetta. Il tiro di Thomasson è sembrato tratto da quelle azioni della CPU dei videogiochi di calcio in cui, complice un livello di difficoltà alto, l’IA riesce a incrociare sempre le traiettorie migliori, imparabili anche per i portieri più reattivi.
Questo 1-1 del Lens è stato il gol più bello di tutto il martedì di Champions, unendo una sponda e un tiro di ottimo livello tecnico. Il gol sintetizza alcuni tratti della Ligue 1 degli ultimi anni: laboratori tattici di grande livello, quale quello di Frank Haise che allena il Lens dal 2020; giovani dallo spiccato talento e spesso dai mezzi fisici sopra l’ordinario; giocatori più maturi e forti di lunga esperienza tra Ligue 1 e 2. Il calcio francese deborda di entrambe le categorie di giocatori, coi primi che molto spesso finiscono all’estero – basti pensare alla sola nidiata di centrali difensivi dominanti costruita dal Lipsia negli ultimi cinque anni con Upamecano, Konatè, Mukiele e Simakan – e i secondi che rappresentano l’ossatura delle squadre, quelli che restano.
Adrien Thomasson, che compirà 30 anni a dicembre, è uno dei membri di questa categoria, ma non dei migliori. In 12 stagioni tra Evian TG, Nantes, Strasburgo e Lens ha segnato 43 gol e 36 assist in 294 partite, diventando uno dei più longevi e proficui giocatori dell’attuale campionato. Negli stessi anni altri giocatori hanno marcato la Ligue 1 grazie a grandi capacità tecniche e tattiche, marcando le statistiche migliori dietro ai mostri sacri del PSG – o, non poche volte, meglio di loro. Sono la nidiata dei grandi ed eleganti protagonisti del campionato francese, che alle spalle hanno pochissime o nulle esperienze all’estero o nella Nazionale francese, pur mostrando livelli di gioco buoni quanto i loro colleghi più giovani che, spesso, giocano già in grandi squadre straniere. Molti si sono avviati verso la fine delle loro carriere, altri hanno ancora un po’ di annate davanti con cui, chissà, giocare un Mondiale o più Champions League.
- Benjamin Bourigeaud, 29 anni, Rennes
Bourigeaud è uno dei giocatori che meglio colpiscono la palla nel campionato francese. Cresciuto nel Lens e dal 2017 nella rosa del Rennes, gioca prevalentemente come esterno destro e centrocampista centrale. In entrambi i casi è il regista avanzato della squadra e riesce a servire l’ultimo passaggio verso le punte o gli esterni, grazie all’ottima visione di gioco e alla bravura sia nei filtranti bassi che nei cross. Pur non essendo particolarmente veloce, ha dei buoni strappi e un grande dinamismo sulla trequarti. Ricorda Kevin De Bruyne.
- Martin Terrier, 26 anni, Rennes
Altro pilastro del Rennes, Terrier ha alle spalle una carriera più movimentata pur essendo più giovane di Bourigeaud. È cresciuto nel Lille e da lì ha giocato per Strasburgo e Lione prima di arrivare al Rennes. Qui ha raggiunto la piena maturità, frenata dalla rottura dei legamenti crociati dello scorso gennaio, che non gli ha impedito di essere uno dei giocatori dal rendimento migliore, grazie ai 9 gol in 16 partite. Gioca principalmente da esterno sinistro, pur avendo giocato in passato come punta grazie alla sua completezza. È diventato un grande finalizzatore – con 21 gol in campionato due stagioni fa – grazie alla capacità di inserimento e finalizzazione, ma anche a buoni colpi di testa.
- Gaetan Laborde, 29 anni, Nizza
Compagno di squadre per due anni di Bourigeaud e Terrier al Rennes, Laborde è passato al Nizza lo scorso anno. È un giocatore molto versatile, avendo giocando sia da esterno destro che da punta nel Montpellier e nel Rennes. Cresciuto nel Bordeaux, è un grande finalizzatore grazie all’intensità con cui recupera e gioca con la palla, pur non avendo mezzi fisici e tecnici particolarmente sviluppati. Buon colpitore di testa, giocando sulla fascia ha raccolto anche molti assist.
- Jonathan Clauss, 31 anni, Marsiglia
Clauss è il caso più strano di questo gruppo di giocatori, sia perché arrivato molto tardi in Ligue 1 – ha giocato a lungo nelle serie inferiori, prima di due stagioni nella Zweite Bundesliga con l’Arminia Bielefeld che lo hanno portato nel Lens – sia perché unico ad aver raccolto alcune presenze con la Nazionale. Clauss è un terzino destro veloce e resistente, che percorre tutta la fascia riuscendo a dare un buon contributo in fase difensiva e ottime capacità di assistenza in quella offensiva. Ha un ottimo cross e dribbling, che gli permette di risalire il campo facilmente anche quando è più pressato. Negli ultimi anni è stato uno dei migliori giocatori per rendimento e questo, come detto, lo ha portato ad alcune presenze in Nazionale, dove paga il fatto di aver davanti a sé un giocatore molto diverso e più funzionale al gioco di Deschamps come Pavard.
- Teji Savanier, 31 anni, Montpellier
Savanier non ha compiuto grandi salti come tutti gli altri giocatori nel gruppo, essendosi stabilizzato nel Montpellier dopo anni nell’Arles-Avignone e nel Nimes, ma il suo rendimento lo rende uno dei migliori centrocampisti della Ligue 1 da diversi anni. Un paio d’anni fa nella BEST XI annuale sulla Ligue 1 redatta dall’Ultimo Uomo è stato definito l’Ever Banega francese. Ricorda molto l’argentino per il fisico poco longilineo e rapido, ma anche per l’ottimo dribbling nello stretto e un grande controllo palla. Negli anni ha giocato da regista basso, prima di essere utilizzato come trequartista nella scorsa stagione. Buono sui calci piazzati, la scorsa stagione ha raccolto 12 gol e 4 assist in campionato.
- Valentin Rongier, 28 anni, Marsiglia
Rongier è l’anello di congiunzione tra il giocatore che ha sostituito nell’OM, cioè Maxime Lopez emigrato in Italia, e il miglior centrocampista degli ultimi dieci anni della Ligue 1, cioè Marco Verratti emigrato in Qatar. Da quest’ultimo, che ha citato diverse volte come modello, riprende il ruolo di regista basso con l’incarico di dare interdizione e copertura difensiva, sfruttando la grande resistenza e il buon controllo palla con cui spezza il gioco avversario dando rapidità alle ripartenze. È cresciuto nel Nantes prima di passare all’OM nel 2020 e la sua posizione bassa gli ha fatto raccogliere pochi gol e assist in campionato.
- Benjamin André, 33 anni, Lille
Veterano del gruppo, André è anche quello con le minori capacità tecniche – pur discrete – e il suolo più spiccatamente difensivo. Mediano prima dell’Ajaccio e del Rennes, poi del Lille dello scudetto del 2021, fa dell’aggressività e delle capacità difensive la leva con cui fornire copertura alla difesa. In carriera ha raccolto 99 gialli, ma è forse il miglior centrocampista difensivo del campionato da diversi anni.
